RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA PRESENTA
UNA PRODUZIONE RAI FICTION
Realizzata da IDA DI BENEDETTO e STEFANIA BIFANO
per TITANIA PRODUZIONI
Un film di GIACOMO CAMPIOTTI

BAKHITA

FATOU KINE BOYE - FABIO SARTOR - FRANCESCO SALVI
LUDOVICO FREMONT - GIULIA ELETTRA GORIETTI
Aurora bambina FEDERICA BAU' - MARIA GRAZIA BON
TERESA GIUDITTA ACERBIS - SIMONE COLOMBARI
NATALIA PIATTI - NATHALIE RAPTI GOMEZ
Rocco bambino GAETANO ESPOSITO-MONICA MIGNOLLI
STEFANO FREGNI - GIANLUCA BIANCO - LAURA MARIOTTI
con SERGIO GRAZIANI nel ruolo del Cardinale
con ALBERTO MOLINARI nel ruolo di Ludovico e con ETTORE BASSI
con la partecipazione di SONIA BERGAMASCO nel ruolo di Angelica
con la partecipazione straordinaria di STEFANIA ROCCA

Liberamente tratto da 'Bakhita, inchiesta su una Santa per il 2000 '
di Roberto Italo Zanini Edizioni San Paolo s.r.l.
e liberamente ispirato alla vita di Suor Bakhita
Consulenza storico editoriale Roberto Italo Zanini - Alessandra Caneva
Soggetto di FILIPPO SOLDI - FILIPPO GENTILI
DINO LEONARDO GENTILI
Sceneggiatura di FILIPPO SOLDI - FILIPPO GENTILI
DINO LEONARDO GENTILI - GIACOMO CAMPIOTTI
Casting DANIELA SCHIAPPARELLI - TIZIANA TORTI
Coordinamento alla produzione MARIA POERIO
Aiuto Regista MICHELE BANZATO
Segretaria di Edizione GIORGIA ONOFRI
Assistenti al montaggio PAOLA FORNASIER - IOLANDA PINNA
Edizione GIANNI MONCIOTTI
Suono in presa diretta MASSIMO SIMONETTI
Microfonista MARCO LASSALAZ
Organizzatore generale ROBERTO GIUSSANI
Direzione amministrativa MASSIMO AVERSANO (as.n.a.c.)
Costumi MARINA ROBERTI
Scenografia MARCO LUPPI Arredatore ATOS MASTROGIROLAMO
Musiche composte e dirette da STEFANO LENTINI
Edizioni musicali RAI TRADE
Montaggio SIMONA PAGGI (a.m.c.)
Fotografia di BLASCO GIURATO
Produttore RAI PAOLA FOFFO Prodotto da RAI FICTION
Realizzato da IDA DI BENEDETTO e STEFANIA BIFANO
per TITANIA PRODUZIONI
Regia di GIACOMO CAMPIOTTI

 

1948. Aurora Marin (Stefania Rocca), una distinta signora, giunta nel convento delle canossiane di Schio, in Veneto, dove suor Bakhita (Fatou Kine Boye) è appena morta, ne rievoca l'incredibile storia alle figlie che l'hanno accompagnata sin lì insieme al marito che è totalmente contrario a questo viaggio. Bakhita ha infatti segnato l'infanzia di Aurora. Ed il suo racconto farà da cornice allo svolgersi degli eventi.

Nata nel 1869 in un villaggio sudanese, Bakhita, ancora bambina, viene rapita dai negrieri che la vendono a un Generale turco, nella cui casa trascorre dieci anni tra torture e umiliazioni. Federico Marin (Fabio Sartor), uno spregiudicato commerciante italiano, le salva la vita e la porta con sé a Zianigo, un paesino del Veneto dove vive insieme alla figlia di otto anni Aurora (la narratrice), la cui madre Angelica (Sonia Bergamasco) è morta nel darla alla luce. Il dolore della perdita di Angelica ha inasprito il carattere di Federico, al punto che l'uomo non comunica più con la figlia cresciuta sola e malata.
Con la sua infinita dolcezza Bakhita conquista il cuore della scorbutica Aurora e risveglia la pigra coscienza di Padre Antonio (Francesco Salvi), il parroco di Zianigo che, da succubo del Marin, riscopre attraverso la vicinanza della sudanese il senso più profondo della sua missione sacerdotale.

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Questo mentre Bakhita, abituata a considerarsi una schiava, si avvicina alla fede cristiana. Ma il suo cammino religioso è violentemente osteggiato dai contadini, in special modo da Giovanna, una serva di casa di Marin, e dal fidanzato Andrea, costretto dalla miseria ad emigrare. Istupiditi dalle vessazioni continue del Marin giungono quasi a linciarla. Anche Aurora e Federico tentano in tutti i modi di bloccare il suo percorso di emancipazione e di libertà: la bambina perché ha paura di perderla, l'uomo perché la considera una cosa sua. Se pur affezionata ad Aurora e grata al Marin, Bakhita si rifugia nella chiesa di Padre Antonio cui chiede protezione, diventando in tal modo oggetto di una guerra aperta tra il possidente e il prete.
L'improvviso scoppio del vaiolo a Zianigo costringe Marin a partire con la figlia per Venezia. Padre Antonio, vittima del morbo, viene curato da Bakhita che si prodiga per soccorrere quegli stessi contadini che l'avevano maltrattata. Il suo cuore buono non conosce rancore. Vinto il morbo, Padre Antonio manda Bakhita nel convento delle Canossiane a Venezia affinché possa conoscere a fondo Dio e mettersi al riparo dalle pressanti rivendicazioni del Marin. Ma l'uomo, presente nella città lagunare, con l'aiuto del perfido cugino Guido (Ettore Bassi) suo complice, si finge pentito e convince Suor Teresa, la badessa del convento che ospita Bakhita, a intercedere presso di lei affinché, ricevuto il battesimo, lo segua con la figlia in Africa, dove ha intenzione di trasferirsi. Ma Bakhita ha maturato una scelta radicale: farsi suora, dedicare l'intera sua vita a Dio. Marin reagisce citando in giudizio le Canossiane: Bakhita è sua e può farne ciò che vuole. Il processo ha un'eco enorme. Dopo un aspro dibattito il Procuratore del Re emette la sentenza: Bakhita è libera di seguire la sua vocazione.
Il racconto di Aurora si conclude. Da allora non ha più incontrato Bakhita. L'ha sempre tenuta nel cuore, ma soffre perchè sembra che invece Bakhita l'abbia dimenticata. Con una sorta di miracolo sarà proprio il marito, con cui Aurora ha litigato, che le porterà un'ultima prova dell'amore della Santa per lei. Un ultimo regalo di umiltà, bontà, perdono e amore dell'ex schiava sudanese, santificata da Giovanni Paolo II nel 2000.