Selezione Ufficiale  Fuori Concorso


Cast Tecnico

Regia JOHN IRVIN

Sceneggiatura ALBERTO LATTUADA e OTTAVIO JEMMA

dal romanzo MINE HA-HA di FRANK WEDEKIND

Revisione della sceneggiatura JAMES CARRINGTON

Collaborazione alla sceneggiatura SADIE JONES

Direttore della Fotografia FABIO ZAMARION Montaggio ROBERTO PERPIGNANI

Scenografia NELLO GIORGETTI Supervisione alla Scenografia DANTE FERRETTI

Costumi CARLO POGGIOLI Musica PAUL GRABOWSKY

Produttore esecutivo MARIO COTONE Prodotto da Ida Di Benedetto e Stefania Bifano André Djaoui Ian Balzer per TITANIA Produzioni CREATIVE PARTNERS INTERNATIONAL BALZER INTERNATIONAL FILM in collaborazione con BOX FILM e RAI CINEMA

Distribuzione 01 Distribution

Credits not contractual

 

Cast Artistico

Direttrice JACQUELINE BISSET

Irene HANNAH TAYLOR-GORDON - Hidalla MARY NIGHY

Melusine ANNA MAGUIRE - Blanka EMILY PIMM - Vera NATALIA TENA - Rain ANYA LAHIRI

Helena GALATEA RANZI - Gertrude SILVIA DE SANTIS - Ispettore ENRICO LO VERSO

Principe URBANO BARBERINI - Simba EVA GRIMALDI

Credits not contractual

 

Sinossi

La storia, ambientata in Turingia tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, ruota intorno a sei fanciulle sedicenni, ospiti fin dall’infanzia in un lussuoso collegio dove apprendono danza, musica e buone maniere, sotto la guida di istitutrici intransigenti e severe. Le regole sono rigide, si lavora duramente ed è vietato ogni contatto con l’esterno, ma l’ambìto premio è prendere parte alla fine al più prestigioso balletto di tutto il Paese e, per la migliore, diventare l’etoile. Un mondo ordinato e severo, ma apparentemente sereno, dove le fanciulle, che sono cresciute insieme, vivono una vita a contatto della natura - tra un laghetto, una cascata e il parco - nuotano, giocano, si divertono anche. Ma dietro l’apparenza si nasconde ben altra realtà, gelosamente custodita dall’ambigua direttrice e solo vagamente intuita da Vera, la meno ingenua delle fanciulle, che pagherà caro il suo desiderio di capire.

 

Note di Regia

Da quando ho visto la prima produzione a Londra di Risveglio di Primavera di Wedekind (che fino ad allora era stato bandito come osceno in Gran Bretagna) sono rimasto colpito dallo scrittore e dalla sua opera. La sua scrittura, che risale a più di cento anni fa, mi è sembrata molto moderna. La ribellione di giovani vigorosi e iconoclastici all’autoritario, ipocrita e classista “ancien regime” era il fulcro degli anni sessanta. Così come la sua caratterizzazione dell’energia sessuale come una forza rivoluzionaria; la vita che si afferma ma anche l’anarchia e la distruttività.

Quaranta anni dopo… Mi arriva la sceneggiatura di “Mine Ha-Ha- l’educazione fisica delle fanciulle”, un’opera che, fino ad allora, mi era sconosciuta (non sono a conoscenza di nessuna traduzione inglese edita di tale romanzo) e che mi ha impressionato per la costrizione narrativa sempre pertinente… Nonostante tutte le rivendicazioni femministe, le donne sono ancora costrette a rimanere ai margini e a conformarsi alle fantasie maschili dei media popolare… Il controllo sociale tramite l’uso della violenza e del terrore sono solo due dei temi che vengono in mente.  

Ambientato all’alba del nazionalismo tedesco e al tramonto dell’impero Austro-Ungarico, Wedekind ci racconta una storia, uno scandalo dal crescente orrore. La storia inizia e finisce in un orfanotrofio di ragazze sigillato nei confronti del mondo esterno. Un posto pieno di segreti e pericoli nascosti. Sembra un luogo innocente, una scuola dedita alla musica classica, alla danza e alle buone maniere, ma in realtà, è vero il contrario; qui, al termine dei loro studi,  c’è la morte dell’innocenza.

Gestito da una direttrice implacabile, le studentesse che entrano a scuola bambine e si diplomano adolescenti non hanno nessuna cognizione del mondo comune convenzionale. Crescendo, quando iniziano a interrogarsi sulle loro origini e il loro futuro ogni sorta di ostacolo si interpone sulla loro strada e, quando iniziano a percepire l’impeto della loro sessualità, le conseguenze e le punizioni sono brutali!

In parte storia horror, in parte fiaba e in parte protesta sociale, un mistero che non si risolve fino all’ultima scena, la storia mi ha attratto per molte ragioni. Ad essere onesto, una di loro mi riguarda in prima persona, poiché anche io, in tenera età, sono stato imprigionato in un collegio tirannico nascosto nella campagna inglese dove bellezza e dolore si sono mischiati in uguale misura.

John Irvin

L’educazione fisica delle fanciulle

Le riprese di “L’Educazione fisica delle fanciulleil film tratto dal romanzo di Frank Wedekind “Mine Ha-Ha – L’educazione fisica delle fanciulle”, che già aveva ispirato Alberto Lattuada, si sono svolte tra Praga, Marienbad e l’Italia.

Lattuada, recentemente scomparso, e a cui Venezia dedica quest’anno una serie di omaggi, con Ottavio Jemma, aveva tratto una sceneggiatura – l’ultima da lui scritta - e da sempre sognava di realizzare il film. L’opportunità di portare a compimento quel suo sogno è toccata invece a  John Irvin – regista di film come Robin Hood-la leggenda, Hamburger Hill, Codice Magnum, Un mese al lago.

Jacqueline Bisset interpreta il ruolo della direttrice del collegio, mentre l’affermata Hannah Taylor-Gordon è Irene e Hidalla è la talentuosa Mary Nighy, per la prima volta sullo schermo. Le due attrici sono affiancate da altre quattro giovanissime interpreti: Anna Maguire, Emily Pimm, Natalia Tena, Anya Lahiri.

Nel cast internazionale gli italiani Galatea Ranzi, Silvia De Santis, Enrico Lo Verso, Eva Grimaldi, Urbano Barberini.

La scenografia, realizzata da Nello Georgetti, ha la supervisione del pluripremiato Dante Ferretti, mentre il direttore della fotografia è Fabio Zamarion.

L’italiana Titania Produzioni di Ida Di Benedetto e Stefania Bifano ha riunito in una coproduzione internazionale Italia, Gran Bretagna (André Djaoui per Creative Partners International) e Repubblica Ceca (Ian Balzer per Balzer International Films), in collaborazione con la Box Film  di Patrick Irwin e con Rai Cinema.