MARQUIS  DE SADE,VIERGE  ET  MARTYR

Come naufraghi su un relitto – in tal modo viene evocato, anche scenograficamente il misero alloggio di Sade nel manicomio di Charenton -  i due protagonisti del testo vivono in un universo assolutamente ‘altro’ (‘relitto’, per l’appunto, di un’epoca che fu – siamo nel 1814 – irrimediabilmente spazzata via dalla Rivoluzione) che ormai si rende possibile soltanto attraverso il ‘gioco’ della parola, di cui è spettatore (e spesso indispensabile vittima) un giovane servo “mutolo” preso a prestito fra gli internati.  Sade scrive e riscrive instancabile, ampliandola sempre più, la storia di Justine, la sua storia mentale, come ossessionato da quello che Guido Piovene definì assai bene “il demone della coerenza”, trasferendola con lucida, disperata finzione nel quotidiano: Justine, suo autoritratto rovesciato, è anche Madame Quesnet (indecifrabile compagna degli ultimi venticinque anni di vita del Marchese, totalmente dedita a lui ma anche sua ambigua, occulta ‘padrona’), Justine è anche Madeleine Leclerc, giovane lavandaia dell’ospizio, estremo “oggetto di lussuria” del vecchio libertino…
Si intessono sogni ridicoli, si progettano fughe, delitti, ménage a tre, colpi di mano, rivincite: la parola crea e al tempo stesso vanifica ogni cosa, così come l’indiscrezione uccide il mito. La terribile philosophie del Divin Marchese, davvero in questo caso vierge et martyr,si sfalda fino al ridicolo in meschini timori e ruffiane riverenze al potere, sia pure condite di furba ipocrisia. L’intimità scoperta (da famiglia borghese, sorprendentemente) dirada la nebbia che mascherava la dura quotidianità sfumandola nella leggenda: l’intimità scoperta restituisce le vere dimensioni, mediocri, di una miseria comune: denaro, lamentele, menzogne, liti, piccoli soprusi, puerili illusioni; il tutto condito da un erotismo squallidamente prolungato in un angusto universo spento e soffocante: all’orizzonte, lo spettro della morte, crudelmente presente nella sua nudità, che si avvicina sempre più, smorzando colori, mutilando speranze e sentimenti.  

              RICCARDO REIM

 

TITANIA PRODUZIONI presenta PINO MICOL e MARTA BIFANO

in

MARQUIS  DE SADE, VIERGE ET MARTYR

con MASSIMO MARCONE

Uno spettacolo scritto e diretto da RICCARDO REIM

Musiche MASSIMO BIZZARRI - PINO MARCUCCI

  Scene PATRIZIA CESCON - Costumi SIMONA MORRESI